Il linguaggio è un insieme di segni atti a veicolare un contenuto, un messaggio fra un emittente ed un ricevente. Affinché questo messaggio giunga a destinazione e sia compreso nel suo significato originario, ci sono delle condizioni che debbono verificarsi. Altrimenti può non passare o giungere distorto.
Le conoscenze “previe”
Perché una immagine venga percepita per quello che è, il ricevente deve averne già coscienza. La foto di una donna vestita di bianco e con un bouquet di fiori in mano, viene letta come “sposa nel giorno delle nozze” solo da quei popoli che hanno questa usanza. Un indigeno della foresta amazzonica vi vedrebbe semplicemente una donna vestita di bianco con dei fiori.
Solo un medico o un biologo saprebbe riconoscere un tessuto epatico visto al microscopio. E probabilmente molti, osservando dei globuli rossi registrati da un microscopio elettronico a scansione, vi vedrebbero delle “orecchiette” da cuocere assieme a delle cime di rapa.
Comunanza di linguaggio
Se non conosco l’inglese, probabilmente avrei qualche difficoltà a Londra. In spagna devo fare attenzione al ristorante chiedendo del “burro”, perché in spagnolo questa parola significa “asino”.
Ho fatto spesso parte di giurie per i concorsi estivi che si svolgono nei paesi della mia regione. Molto spesso vi vengono coinvolte persone che non hanno specifiche competenze in campo fotografico e che usano la fotocamera saltuariamente per fissare dei momenti della propria vita familiare. Niente di più di come fa la maggior parte della gente. Vengono chiamati a farne parte giornalisti, presidenti della comunità montana, sindaci o, nella migliore delle ipotesi, pittori.
Ma il linguaggio pittorico è ben diverso dal linguaggio fotografico. Un artista del pennello, per quanto valente, è portato a giudicare una foto così come farebbe per un quadro… con risultati catastrofici. Capita così che gente, anche culturalmente preparata, ma con nessuna competenza in campo fotografico, venga a giudicare l’opera di veri artisti dell’obiettivo.
Ne ho sentite delle belle! Ricordo, fra le tante, la proposta di un bravo articolista che proponeva di assegnare i tre premi alle foto che ritraevano i tre monumenti più significativi del paese: la chiesa, la vecchia torre e la piazza, confondendo di fatto la foto con l’oggetto rappresentatovi e dimenticando che l’oggetto del giudizio era l’immagine e non la cosa fotografata. Ma purtroppo questo capita assai spesso…
Nulla toglie che possano esserci giornalisti, sindaci, pittori che sono anche esperti e bravi fotografi, ma questo è tutto un altro discorso ed è cosa che non capita di frequente.
Comunanza di mentalità
La mancanza di questo requisito è un altro elemento che ostacola la comunicazione. Pensate ai malintesi ed alle incomprensioni fra persone di diversa estrazione socioculturale, tra adulti e giovani, tra seguaci di diverse ideologie o di diverse religioni: quanti morti ammazzati in nome di Dio…
Errore
A volte l’incomprensione può essere colpa dell’emittente. Parlo di colpa, di buona fede e non di dolo.
Tanto per fare un esempio, ricordo di aver visto su di un libro delle elementari una foto, a commento di un paragrafo sui fulmini, che ritraeva una antenna di un radioamatore indicata come un parafulmine.
Menzogna
Qui siamo nel dolo bello e buono. L’emittente intende proprio ingannare il lettore. Ne troviamo tanti esempi tutti i giorni. Avete fatto caso a come sembrano ampi e spaziosi gli alberghi e le stanze nei depliants pubblicitari? Sul posto ci appaiono ben diversi. È sufficiente l’uso di un grandangolo per ampliare artificialmente gli spazi. Per far apparire un comizio molto seguito, è sufficiente giocare con l’inquadratura e con il tele, anche se ci sono solo “quattro gatti” ad ascoltare.
Comunicazioni inavvertite
Sono messaggi di cui non ci accorgiamo ma che percepiamo inconsciamente. Di questa categoria fa parte l’informazione “alonata”, usatissima in pubblicità. Un prodotto viene presentato in un certo ambiente e sotto certe atmosfere (belle e giovani donne, case ricche e lussuose). Questi aspetti allettanti vengono così ad associarsi al prodotto ed a renderlo più desiderabile. Avete mai visto uno spot con una casalinga nervosa per il lovoro o senza trucco o con abiti sgualciti? Quando il figlio torna sporco e con gli abiti macchiati, la reazione è sempre quella di una carezza e di un sorriso.
Il fotografo pubblicitario è il più pagato, possiede attrezzature sofisticate (banco ottico, riflettori, spot, ombrellini) e notevoli conoscenze tecniche. Ma è poi affiancato da sociologi e psicologi…
E di queste tecniche non si avvalgono solo i poteri commerciali.
Imparare a leggere una fotografia serve anche a riconoscervi questi messaggi subdoli e a difendersene.
Un esempio di immagine alonata:
la fresca gioventù della ragazza viene abbinata alla bevanda pubblicizzata (il vero soggetto della foto, nitido, al centro ed in primo piano).

Un esempio di “menzogna”
E’ stato realizzata una cravatta di dimensioni esagerate che, presa come elemento di raffronto, fa apparire più piccola del reale la lavatrice, a reclamizzarne il poco spazio che occuperà in casa.

Conoscenze previe
Uhuuu, le orecchiette baresi! Buone con le cime di rapa. Perché c’è scritto “eritrociti?”



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Sono laureato in biologia ed ho una specializzazione in analisi chimico cliniche. Maggiore dell'esercito e paracadutista. Sono un maestro della FISO (Federazione Italiana Sport Orientamento) ed ho scritto dei libri. Insegno orienteering presso la facoltà di scienze Motorie della Facoltà dell'Aquila per un paio di mesi all'anno.
Magdalena Gmur
Quando si dice che si lavora spesso sulla psiche delle persone per far arrivare il messaggio