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Le vene della città

di Gabriele Saito

Ho sempre desiderato, sin da quando i miei nonni me li fecero scoprire quando ero bambino, andare a fotografare tra i vicoli della Palermo vecchia, ed in particolare tra quelli in cui si snodano i mercati storici di Ballarò, del Capo e della Vucciria.
È una tentazione a cui ho ceduto più volte ormai.
Tutto è rimasto quasi come decenni fa, anche se parte dello splendore passato è andato perduto, o forse nascosto dietro un velo di incuria e rassegnazione.
Nonostante ciò si può ancora assaporare un’atmosfera che colpisce per la particolare combinazione di folklore, arte, degrado, genti e colori che li contraddistingue.
Questa serie di fotografie, momenti tra la mattina e il calar della sera, non vuole essere un racconto della vita nei mercati palermitani, dei loro cambiamenti o delle storie dei loro protagonisti. È semplicemente il mio sguardo tra quei vicoli pulsanti come le vene, cercando di vedere il “ritmo” della vita del mercato,  in cui tutto rimane immobile anche se in continuo movimento e dove passato e presente si mescolano in un’armonia di immagini e suoni che sfilano senza sosta camminandoci dentro.

 

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Gabriele Saito
  • Gabriele Saito
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  • 28 anni, laureato in chimica farmaceutica. nato e cresciuto a Palermo, città che riassume le bellezze ed i contrasti della terra che rappresenta. Faccio fotografie da circa 4 anni e da metà 09 utilizzo una DSLR. Mi affascina vedere in modo diverso e semplice tutto ciò che, anche se banale, può essere valorizzato fotograficamente.. questa è la mia ricerca.
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5 commenti a “Le vene della città”

  1. Bravo Gabriele!!!
    Sto respirando l’atmosfera, un bell’effetto davvero.
    Le cose cambiano con il tempo, non sono preoccupato, tu hai occhi per scovare anche oggi lo spirito, la linfa che scorre in quelle strade.
    Bravo!

  2. Gabriele Saito scrive:

    grazie Pier!
    quei vicoli sono pieni di storie da raccontare. vedrò di procedere in tal senso, se ne sarò capace.. intanto sono contento che ti sia arrivata quell’atmosfera ;-)

  3. angelocesare scrive:

    Senza tempo, o meglio, nel tempo. Il colore è particolarmente descrittivo dell’atmosfera, e il trascorrere delle ore ben rappresentato e coinvolgente.

  4. ubu scrive:

    Vedendo il film Tano da morire e Mary per sempre , mi ero innamorato di quelle atmosfere ,mi ero proposto di venirci di persona…..prima o poi !! :) )

  5. Mario Curci scrive:

    Complimenti , un bel reportage, bella la scelta del mosso dei passanti,alcune foto sono davvero spettacolari , tipo la capretta, o il piccione, bravo davvero