Ho iniziato a fotografare circa 12 anni fa con una Yashica FR1 manuale che mi ha accompagnato per quasi 10 anni in ogni mia uscita e in ogni mia avventura. Molte diapositive e provini in B/N sono “accatastate” in casa dei miei genitori.
Il passaggio a Digitale è stato inizialmente una tragedia: scatto la foto, guardo il display e… vedo foto piatte, senza contrasto, senza “tridimensionalità”.
Mi sento come defraudato da questa tecnologia ma poi con il tempo scopro i numerosi lati positivi della mia Nikon D90, anche se, in fondo allo zaino ho sempre la mitica F80 con un rullino in B/N.
Veterinario da circa 6 anni, sto vivendo un periodo di precariato che mi ha sempre più portato a vivere alla giornata, cambiando molto, il mio carattere che fino a poco tempo fa cercava in tutto certezze.
La passione per il mio duro lavoro mi ha comunque portato ad andare avanti e cercare nella fotografia un modo alternativo di vedere le cose, riuscire a cogliere sguardi, piccoli gesti ed emozioni della vita di tutti i giorni.
In questo portfolio ho quindi cercato di associare le due cose “sfruttando” la disponibilità data dalla amica e collega Silvia e dalla sua equipe composta prevalentemente da solo donne.
Questa peculiarità ha stimolato in me la curiosità di assistere ad un intervento chirurgico gestito da solo donne.
Quello che ho dovuto fare non è stato altro che aspettare. Aspettare che nessuno notasse più la mia presenza e che ognuno fosse impegnato nel proprio ruolo.
Così ho iniziato ha fotografare. Gli unici rumori udibili in sala erano quelli dello scatto della mia macchina fotografica e i “bip” provenienti dal monitor multiparametrico per il monitoraggio anestesiologico del paziente.
Questo mi ha permesso di estraniarmi completamente, di concentrarmi sugli sguardi sui movimenti di chi operava, tralasciando così l’intervento in sé.


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Magdalena Gmur
gran bel reportage.
si respira tutta l’intensità dei momenti di una sala operatoria.
inoltre grande omaggio al mondo del lavoro femminile, troppo spesso ingiustamente “declassato”.
la mia preferita è la settima, quella in formato portrait con la luce che illumina il viso della dottoressa concentratissima.
anche la decima mi piace molto, sembrerebbe un confronto nei corridoi post intervento.
bel lavoro
Michele
bravo Gaetano, ben fatto tutto
Complimenti, gran bel lavoro!!!!!!
bel lavoro, ben fatto e ben sviluppato; bravo collega di lavoro e di hobby
Grazie mille,
si tratta di un portfolio a cui tengo molto.
Sono onorato di potermi confrontare su questo forum
Grazie ancora
Gaetano
complimenti una serie molto bella ricca di particolari non visibili normalmente per un lavoro importante
un saluto
mario bertocchi
Un ottimo reportage che ci restituisce l’atmosfera del duro lavoro quotidiano di queste persone.
complimenti, questo servizio ha un’infinita serie di pregi;
non ultimo quello di far riflettere sulle donne, le loro capacità, il loro modo di lavorare;
a me, a guardare quei volti di cui si vedono solo gli occhi, è sorto spontaneo l’accostamento con le donne musulmane e un punto di contatto in più, tra culture diverse, è sempre un progredire di questa multietnica società;