«La rivoluzione digitale è davvero epocale in termini di cultura umana. Le sue conseguenze sulla fotografia sono enormi, ma non sono nulla se paragonate alle conseguenze sulla nostra cultura in generale. Ciò di cui sono certo è che chi dice di essere sicuro di sapere dove la rivoluzione digitale ci sta portando, può solo essere sicuro di sbagliarsi. È un fenomeno molto grande, si sta sviluppando molto velocemente, e non possiamo sapere dove ci porterà.»* Così scriveva nel 1998, Peter Galassi, conservatore al Dipartimento di fotografia del Museum of Modern Art di New York. Ma tredici anni sono tanti considerata la velocità dell’evoluzione delle tecnologie nella nostra epoca. Possiamo dire che ora sappiamo dove ci porterà la fantomatica rivoluzione digitale? Di sicuro forse non ancora, ma qualche certezza in più rispetto alla fine del secolo scorso decisamente l’abbiamo, non foss’altro perché suffragata da dati di fatto. In fotografia ad esempio è realtà consolidata l’adozione dei processi digitali per la produzione di immagini. Difficile infatti prevedere per i procedimenti di acquisizione analogici, nell’arco di un decennio o due, un seguito troppo diverso da quello che attualmente riscuote il dagherrotipo… continua

Esercizio 21/29 - Cartello di divieto Villasimius (CA). © Silvio Lucchini


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Magdalena Gmur